Appunti di Informatica, le basi

  1. L’informatica è la scienza della rappresentazione e dell’elaborazione dell’informazione;
  2. L’informatica è lo studio sistematico degli algoritmi che descrivono e trasformano l’informazione: la loro teoria, analisi, progetto, efficienza, realizzazione e applicazione.

Algoritmo: possiamo informalmente definirlo come una sequenza precisa di operazioni comprensibili e perciò eseguibili da uno strumento automatico.

È possibile svolgere un’attività concettualmente di tipo informatico senza l’ausilio del calcolatore. Quest’ultimo è soltanto uno strumento di calcolo potente: la sua potenza è tale da permettere la gestione di quantità di informazioni altrimenti intrattabili.

Concetto di algoritmo: è essenziale che un algoritmo sia comprensibile al suo esecutore. Vi è un legame fondamentale fra algoritmo e calcolatori elettronici, infatti possiamo definire i calcolatori come esecutori di algoritmi. Gli algoritmi vengono descritti tramite programmi, cioè sequenze di istruzioni scritte in un opportuno linguaggio, comprensibile al calcolatore. Compito dell’esperto informatico è produrre algoritmi e codificarli in programmi. Il calcolatore esegue i programmi passo passo, in modo preciso, veloce e potente, senza però deviare dalla loro esecuzione anche quando quest’ultima è palesemente sbagliata. Questo perchè il calcolatore è del tutto privo di buon senso. Infatti, una caratteristica fondamentale dei metodi informatici di gestione dell’informazione è la loro assoluta precisione.

Le due proprietà essenziali degli algoritmi

Correttezza: un algoritmo è corretto se esso perviene alla soluzione del compito cui è preposto, senza difettare di alcuni passo fondamentale.

Efficienza: un algoritmo è efficiente se perviene alla soluzione del problema nel modo più veloce possibile e/o usando la minima quantità di risorse fisiche, compatibilmente con la sua correttezza.

Linguaggi di programmazione di algoritmi

Sono linguaggi che consentono la descrizione degli algoritmi. Ovvero linguaggi per mezzo dei quali possiamo scrivere gli algoritmi sotto forma di programmi che possono essere eseguiti dal calcolatore.

I primi linguaggi più usati furono Fortran e Cobol, il primo adatto a descrivere l’elaborazione di formule matematiche il secondo orientato alle applicazioni gestionali. Per la categoria di linguaggi più rigorosamente basati sullo studio dei principi della programmazione, il cui capostipite è ALGOL, tra i più noti abbiamo: il Pascal, il C e l’Ada. Poi ci sono i linguaggi orientati agli oggetti, tra essi menzioniamo il C++, il C# e Java come derivati dal C, mentre invece Eiffel come derivato dal Pascal. Con l’avvento di Internet, sono stati sviluppati nuovi linguaggi, allo scopo di permettere la programmazione di sistemi su reti di calcolatori, tra cui Java. Infine, vi sono i linguaggi che si rifanno a un modo di pensare più vicino al linguaggio matematico, i più noti sono LISP e PROLOG.

Se questa nota ti è piaciuta, nella prossima dispensa “Appunti di Informatica” entreremo nel dettaglio dell’architettura di un sistema elettronico.

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